Evasione imposta di soggiorno: il Presidente risponde

L’Arena 19022023

Articolo del quotidiano locale sull’evasione dell’imposta di soggiorno.

Come sempre Federalberghi punta il dito sulle locazioni turistiche, dimenticando che ci sono molti più controlli su queste che sulle loro strutture, e purtroppo la piaga del nero è presente ovunque, la nostra Associazione è contraria a chi non opera correttamente, e ritiene che sia un danno per tutto il settore, più per le locazioni turistiche che per le altre strutture ricettive.

Intervista a L’Arena del 18/02/2023

Il presidente Nestori replica alle accuse che da giorni vengono rivolte ai locatori turistici di Verona e che ormai sono diventate una battaglia da parte del quotidiano locale con l’obbiettivo di limitare le stesse. Un attacco alla libera concorrenza e al diritto del cittadino di disporre dei propri beni.

ALLEGATO: l’Arena18Febbraio2023.pdf

CONTINUA LA BATTAGLIA SUGLI AFFITTI TURISTICI

Anche oggi ennesimo articolo sul quotidiano locale contro le locazioni turistiche, dove l’intervista al nostro presidente. oltre che riduttiva, è stata preceduta dai risultati di uno studio di un docente della Sapienza di Roma.

Si parla di overtourism, paragonando erroneamente città metropoli come Parigi o Amsterdam ad una piccola città di provincia come Verona, famosa ma non certo al livello di alcune città d’arte.

Si continua a dare la colpa dello svuotamento dei centri storici agli affitti turistici, quando le cause sono altre (in primis il prezzo dei canoni elevato, caratteristica di qualsiasi centro storico, anche non turistico), al via vai dei turisti, come se negli uffici di professionisti, gli unici che si possono permettere gli affitti delle zone ZTL, non ci fosse un via vai di persone anche più intenso.

Gli albergatori chiedono pari condizioni, ma già non siamo in condizioni di parità: le locazioni non sono strutture ricettive, lo sono solo per le tasse, ma poi non hanno nessuna agevolazione, non possono offrire servizi, sono realtà totalmente diverse dagli hotel e vanno incontro ad esigenze diverse. Il proliferare di strutture di questo tipo è dovuto alla forte richiesta del mercato, altrimenti chiuderebbero, come hanno fatto in tanti durante la pandemia, per molti è una fonte aggiuntiva di reddito e chi lo fa in maniera più professionale segue tutti gli obblighi che prevede la legge per chi è imprenditore.

Le regole ci sono, ogni anno ci sono nuovi adempimenti burocratici, chi afferma il contrario o mente o è totalmente disinformato.

Siamo stufi di questa continua campagna mediatica basata su falsità, creata ad hoc per agevolare chi vorrebbe il monopolio in questo settore, danneggiando il consumatore finale, il turista che porta ricchezza a tutta la città e che tutti dovremmo curare con spirito di collaborazione, promuovendo la città, non il luogo dove alloggiare.

AFFITTI TURISTICI, È SCONTRO SULLE REGOLE

INTERVISTA DI VERONA SETTE AL PRESIDENTE NESTORI

In allegato la pagina del settimanale Verona Sette del 14 febbraio 2023 sul tema delle locazioni turistiche e l’attacco che stanno subendo.

ALEGATO: VERONA SETTE

Property Manager: come scegliere il corretto codice Ateco

Suggerimenti per inquadrare nel modo migliore l’attività del Property Manager, evitando errori e ottimizzando tasse e contributi quando si apre una partita IVA

Nonostante esista già da alcuni anni, l’attività dei property manager non è stata ancora riconosciuta nella classificazione statistica ufficiale delle attività economiche.
Il property manager può sicuramente operare come intermediario fra proprietari e ospiti per le attività di locazione breve, anche senza essere un agente immobiliare, come è stato riconosciuto dalla disciplina fiscale(*), ma nella pratica, i primi problemi nascono già al momento di avviare l’attività di property management scegliendo il codice Ateco.
Nella classificazione delle attività economiche Ateco, non esiste infatti uno specifico codice di attività per il property manager.

APERTURA PARTITA IVA: QUALE CODICE ATECO POSSONO SCEGLIERE I PROPERTY MANAGER?

L’assenza di un codice di attività univoco fa sì che ogni property manager, nel momento in cui apre una partita iva, scelga secondo criteri soggettivi, o secondo le modalità in cui l’attività viene svolta, il proprio codice Ateco. Sulla scelta del corretto codice Ateco, circolano poi consigli pericolosi da parte di esperti improvvisati, che hanno delle conseguenze spesso pesanti. Analizziamo in dettaglio le modalità di gestione imprenditoriale degli immobili di terzi, facendo una prima distinzione fra rent to rent e mandato.

RENT TO RENT

Le società e ditte che agiscono in rent to rent (sinonimo di sublocazione e “vuoto per pieno”) prendono in locazione l’immobile e avviano come titolari l’attività a proprio nome, aprendo una struttura ricettiva extralberghiera o una locazione turistica imprenditoriale (nelle regioni dove è ammessa).
Nel rent to rent è ricompresa anche l’attività svolta con un titolo di possesso diverso dalla locazione, come ad esempio il comodato (anche se è improprio e spesso contestato per le attività imprenditoriali) o l’usufrutto.
Nel caso di strutture extralberghiere imprenditoriali (case vacanze, affittacamere, bed & breakfast, foresterie lombarde, locande, domo e simili), il codice attività è 55.20.51.
Per la locazione turistica imprenditoriale, il codice attività è 68.20.01 o 68.32.00.
La locazione turistica imprenditoriale è una attività di mera locazione di immobili, senza altri servizi accessori, oltre a quelli strettamente necessari all’attività: pulizia iniziale, fornitura iniziale di biancheria, utenze domestiche, riscaldamento, aria condizionata, wi-fi. La locazione turistica imprenditoriale si distingue dalle attività delle strutture extralberghiere imprenditoriali, anche perché opera in esenzione Iva, sempre a condizione che resti priva di servizi accessori.

MANDATO

Quando invece gli immobili sono gestiti da un soggetto (property manager) diverso dal titolare attraverso un mandato, non c’è un codice Ateco univoco.
Verificando la descrizione di alcuni possibili codici attività per il property management, non è semplice individuare quello più corretto.
Ecco le nostre valutazioni:

I CODICI ATECO PIU’ COMUNI PER I PROPERTY MANAGER

  • 55.20.51    Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence;
  • 63.12.00    Portali web;
  • 68.32.00    Amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per conto terzi;
  • 68.20.01    Locazione immobiliare di beni propri o in leasing (affitto);
  • 79.90.19    Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio non codificate altrove.

Di questi codici, utilizzati dai maggiori property manager italiani, non tutti fanno parte del settore turistico: nella tabella che segue, sono evidenziati il settore, il coefficiente di redditività e la gestione Inps a cui appartengono

Premesso che nessuno dei codici esaminati è quello specifico, il codice Ateco 55.20.51 risulta il più conveniente per l’attività del property manager per 3 motivi:

  • ha un coefficiente di redditività del 40% (l’imponibile è solo il 40% del reddito lordo), il che vuol dire il 2% di tassazione effettiva (5% x 40%) per i primi 5 anni di attività con regime forfettario, rimanendo comunque al 6% di tassazione effettiva (15% x 40%) anche dopo i primi 5 anni o per le attività già esistenti;
  • rientra nel settore turistico e quindi può accedere ad agevolazioni, contributi a fondo perduto, bandi e sostegni, come il recentissimo Superbonus PNRR per il Turismo;
  • ha una gestione previdenziale speciale (**) non soggetta al pagamento dei contributi INPS sul minimale contributivo. I contributi sono dovuti in modo proporzionale all’effettivo reddito ed è ammessa la riduzione contributiva del 35%, di cui gli iscritti alla gestione separata Inps non possono fruire. Il peso contributivo effettivo è del 6,24% (24% x 40% x 65%) (nuove attività con regime forfettario e riduzione contributiva).

L’unico requisito per avviare l’attività con il codice 55.20.51 è quello di essere titolare anche di una struttura extralberghiera imprenditoriale, gestita direttamente con SCIA.

I CODICI ATECO DA EVITARE SE SEI UN PROPERTY MANAGER

Per diversi motivi, sono da evitare assolutamente i codici che seguono:

  • 74.90.99    Altre attività professionali
  • 81.10.00    Servizi integrati di gestione agli edifici;
  • 73.11.01    Ideazione di campagne pubblicitarie;
  • 73.11.02    Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.

Se il codice 74.90.99 è troppo generico (si riferisce al lavoro d’ufficio svolto dai lavoratori autonomi senza cassa) e l’81.10.00 inappropriato (reception, portierato, impianti di riscaldamento), il 73.11.01 e il 73.11.02 sono completamente fittizi (riguardano le agenzie pubblicitarie) e possono portare solo danni alle attività del property manager.
Questi ultimi codici possono essere tranquillamente evitati, perché dal 1/6/2017, con l’introduzione della cedolare secca e l’obbligo di ritenuta per gli intermediari è stato risolto anche il problema del mandato con rappresentanza e dell’incasso dei pagamenti per conto dei titolari delle attività di locazione breve: obbligati alla ritenuta sui redditi da locazione breve pagati ai proprietari sono “non solo coloro che esercitano la professione di mediatore … ma più genericamente tutti coloro attraverso i quali vengono stipulati contratti di locazione breve come, ad esempio, coloro che … offrono strumenti tecnici e informatici per facilitare l’incontro della domanda e offerta di locazioni brevi e, pertanto, intervengono nella conclusione del contratto tra locatore e conduttore.“ (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24 del 12/10/2017)

LE CONSEGUENZE

Fra le conseguenze della scelta errata del codice Ateco, oltre all’esclusione dalle agevolazioni riservate al turismo, c’è anche la contestazione dei costi non inerenti e la non congruità per gli studi di settore (ISA): se sei un pubblicitario o una agenzia di prenotazione di esperienze, come sono possibili costi così elevati per le pulizie, i software gestionali e le commissioni dei portali OTA?

NOTE
(*) DL 50/2017 e Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24 del 12/10/2017

(**) il codice Ateco 55.20.51 ha una gestione previdenziale speciale non soggetta al pagamento dei contributi INPS sul minimale contributivo. I contributi sono dovuti in modo proporzionale all’effettivo reddito;

Ringraziamo Sergio Lombardi, Dottore Commercialista, docente di Extra Academy e coautore di Extra Book https://www.extralberghiero.it/property-manager-come-scegliere-il-corretto-codice-ateco/3886/

TRUFFA ANNUNCI CLONATI SU BOOKING

<<Veniamo da due anni di forte crisi: ci mancava solo questa truffa a metterci i bastoni tra le ruote, creando problemi, spesso anche notevoli. E rischiando di farci perdere credibilità».
Edoardo Nestori, presidente dell’associazione Locatori turistici di Verona sono giorni che riceve chiamate e messaggi da parte di colleghi furibondi. E preoccupati. «Già una ventina tra i nostri iscritti sono stati truffati: i loro annunci vengono modificati su piattaforme quali Booking, e viene inserito un numero di telefono per informazioni e prenotazioni. Peccato che quel contatto non sia quello della struttura originale, ma di una banda di truffatori che chiede il numero della carta di credito per la prenotazione e poi prosciuga il conto del cliente che chiama», spiega Nestori.
Nel tranello potrebbe caderci chiunque: si cerca un appartamento per prenotare un soggiorno. Si trova l’annuncio che fa al caso nostro, con tanto di foto, descrizione, codice identificativo regionale corretto, necessario per esercitare l’attività di locazione turistica. Qualche dettaglio è sbagliato, come ad esempio il numero civico o una lettera del nome della struttura: ma chi viene da fuori e non la conosce non può notarlo. Viene fornito pure un telefono per la prenotazione, evitando così pagamenti virtuali. Ma chi chiama quel numero ovviamente non sa che non è quello della struttura. Così alla richiesta di fornire il codice della carta di credito e la data di scadenza, si fida, li detta e ottiene una ricevuta di pagamento che sembra a tutti gli effetti di Booking, originale. Solo che tre giorni dopo, invece di trovarsi trattenute poche decine di euro, si vede un addebito di diverse migliaia di euro.
«C’è chi ha provato a richiamare quel numero», spiega Nestori, «che però risulta inesistente. E pure l’annuncio clonato viene cancellato non appena la truffa è messa a segno». Tutto è ben studiato: coloro che l’hanno progettata hanno pensato anche al modo per convincere gli utenti più esitanti. «Chi non ha voluto fornire al telefono il numero della propria carta di credito», prosegue Nestori, «racconta di aver ricevuto pochi minuti dopo una chiamata dall’Inghilterra dove una voce, spacciandosi per un operatore di Booking, rassicurava sul fatto che il numero dell’annuncio era corretto, verificato, che ci si doveva fidare e che anzi, il prezzo per il soggiorno poteva proporlo il cliente stesso. Qualcuno ci è cascato, ha richiamato quel telefono e ha lasciato il numero della carta di credito». Ed è andata allo stesso modo: migliaia e migliaia di euro sottratti.
«Alcuni miei colleghi hanno ricevuto delle denunce», sottolinea il presidente dell’associazione, «perché i clienti hanno pensato di essere stati derubati dalla struttura. Qualcuno ha fatto lo screenshot degli annunci, così abbiamo potuto ricostruire la truffa».
Booking è stata avvisata, «ha detto che risarcirà gli utenti ingannati», dice Nestori, che resta tuttavia molto preoccupato. «Le piattaforme degli annunci sono molto rigorose: quando presenti la richiesta per iscrivere una tua struttura, devi aspettare che arrivi all’indirizzo dell’alloggio una lettera con un codice, e poi vengono controllate bollette e contratti. Insomma sono molto rigidi. Non mi spiego simili falle». Evitarle si può: «Se si segue l’iter suggerito si può stare sicuri: l’ideale è affidarsi al pagamento virtuale direttamente sulla piattaforma», suggerisce Nestori, «o, se si vuole telefonare, verificare che il numero fornito sia quello che compare anche sui motori di ricerca. Simili truffe sono però desolanti, e sappiamo che chi come noi lavora in una città d’arte dove i numeri delle strutture sono molto elevati, rischia di più».

Da L’Arena del 15/03/2022

VERBALE TAVOLO TECNICO COMUNE VR DEL 24/02/22 SU IMPOSTA SOGGIORNO

In data 14 febbraio 2022 l’Assessore ai Tributi e Turismo ha invitato le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive a partecipare al tavolo tecnico  previsto  dall’art. 1 comma 1bis del Regolamento dell’Imposta di Soggiorno.

In allegato il verbale redatto

 

VERBALE TAVOLO TECNICO DEL 24 FEBBRAIO 2022.pdf

AFFITTACAMERE VIETATO IN CONDOMINIO

Per il tribunale di Roma, il divieto di affittacamere in condominio deve risultare da espressioni chiare ed esplicite del regolamento

Attività di affittacamere: solo un regolamento contrattuale può vietarla

Solo un regolamento di natura contrattuale, predisposto dall’unico proprietario del condominio, può vietare con espressioni chiare ed esplicite lo svolgimento di un’attività di affittacamere negli appartamenti condominiali. Queste le principali precisazioni sull’argomento presenti nella sentenza n. 80/2022 del Tribunale di Roma..

Assemblea straordinaria 2021 cortile del Mercato coperto di Verona

Oggi assemblea straordinaria della nostra associazione, successo di pubblico, grazie a tutti per la partecipazione, è stato presentato il bilancio 2020, le nuove nomine del direttivo, un riassunto di quanto fatto nei primi due anni e le iniziative future, e poi spazio alle domande degli associati e alla convivialità.

Con il rinnovo della quota di iscrizione sono state consegnate le mappe della città e il bollino di qualità con QR Code