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SELF CHECK IN VIETATO?

Venerdì 21 novembre è stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato. Accogliendo il ricorso del Ministero dell’Interno contro la decisione del TAR Lazio sulla circolare 38138/2024, ribadisce, sì, la centralità dell’identificazione de visu in qualsiasi struttura ricettiva, ma precisa che essa non deve necessariamente avvenire “di persona”, bensì può essere effettuata con “appositi dispositivi di videocollegamento” o strumenti equivalenti capaci di verificare l’identità dell’ospite hic et nunc, ovvero nell’immediatezza. La circolare – si legge ancora – ha natura meramente interpretativa e non può introdurre obblighi non previsti dalla legge.

Il Consiglio di Stato è categorico. Nella sentenza ammette che “a rigor di logica, la identificazione de visu al centro delle contestazioni non si esaurisce giocoforza nella verifica analogica in presenza da parte del titolare” dato che potrebbe essere effettuata mediante moderni dispositivi di videocollegamento predisposti dal gestore all’ingresso della struttura. Ma la circolare del 18 novembre 2024 “non tocca questi aspetti, né per converso li esclude categoricamente, limitandosi a censurare le procedure più estreme di check in remoto con cui i gestori acquisiscono semplicemente i documenti di identità degli ospiti senza alcun controllo visivo e trasmettono agli stessi codici di apertura automatizzata”, vanificando in tal modo la ratio della normativa vigente, che prevede identificazione e poi comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza.

Come Associazione ribadiamo che il riconoscimento di persona non garantisce nessuna sicurezza, una volta entrati gli ospiti possono fare entrare chi vogliono. Questo obbligo esiste solo in Italia e i casi di persone ricercate e trovate dalla polizia si contano sulle dita di una mano, su milioni di ingressi annuali. Gli attuali sistemi di riconoscimento, dalla semplice chiamata con sistema di messaggistica, al la biometria hanno la stessa affidabilità e garanzia dell’identificazione di persona.

E’ arrivato il momento di aggiornare una normativa obsoleta, e prendere atto che in altri posti dove la sicurezza è al primo posto, in primis gli aeroporti, si stanno utilizzando tutte le moderne tecnologie che l’informatica offre, metodi che utilizzano anche gli hotel, dove sempre più spesso i turisti che arrivano fuori dall’orario di ricevimento vengono riconosciuti attraverso sistemi elettronici

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