Soggiorni post terapia intensiva

Gara di generosità della nostra Associazione.
Questo nuovo gesto di solidarietà vuole essere un segno di ritrovata normalità da vivere a fianco di chi ha gravemente sofferto per l’esperienza della malattia. Il ritorno alla vita da festeggiare con una vacanza in una delle più belle città d’Italia, accolti dall’ospitalità delle nostre strutture.

Il pernottamento gratuito sarà di una sola notte dato a fronte di una prenotazione di un minimo di due notti. Per contattare le strutture che hanno aderito all'iniziativa clicca qui

Visualizza Strutture

Tassa di soggiorno: dichiarazione 2020 rimandata al 2022

Dal Decreto Sostegni il rinvio della nuova dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno al 2022. Incertezze su Modello 21, maxi sanzioni, peculato e destinazione dell’imposta da parte dei Comuni
 

Il Decreto Sostegni, convertito in legge con modifiche, prevede una nuova scadenza per la dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno, che era appena stata introdotta con termine di presentazione al 30 giugno.
All’articolo 25 del decreto è stato infatti aggiunto un nuovo comma, il 3-bis, che prevede che La dichiarazione (dell’imposta di soggiorno) relativa all’anno d’imposta 2020, deve essere presentata unitamente alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2021“, quindi entro il 30 giugno 2022.

Il rinvio di un anno sarà sicuramente gradito agli host e ai property manager, già gravati da un importante volume di adempimenti, quasi tutti previsti anche nei periodi di inattività. ma anche a tutte le altre categorie di responsabili d’imposta (ex agenti contabili) tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale city tax: alberghi, campeggi, ostelli, agriturismi, naturalmente con sede in quei comuni (oltre mille in Italia) che hanno deliberato l’imposta di soggiorno.
Ricordiamo che il nuovo ruolo di responsabile d’imposta comporta che, nel caso di rifiuto di pagamento della tassa da parte dell’ospite, l’unico debitore resta il titolare. Il rifiuto degli ospiti dal 19 maggio 2020 non ha più effetto negli adempimenti di dichiarazione e versamento dell’imposta.

I MOTIVI DEL RINVIO
Le cause del rinvio della dichiarazione sono ignote: oltre al ritardo nella modulistica (che andava a rigore pubblicata entro il 15 novembre 2020 ma non lo è stata fino ad oggi), si può pensare allo scarso volume di imposta riscossa nel 2020, o a specifiche pressioni degli operatori o dei comuni. L’emendamento che ha introdotto la nuova scadenza del 30 giugno 2022 è stato presentato al Senato da esponenti del Gruppo per le Autonomie (che comprende SVP-PATT e UV).

DUBBI APPLICATIVI
Trovandoci ora in un momento in cui sulla city tax valgono ancora le vecchie regole, insieme ad alcune delle nuove regole introdotte a maggio 2020, sorgono alcuni dubbi, che potrebbero essere chiariti solo dal Dipartimento delle Finanze del MEF, competente per la fiscalità regionale e locale:

Vista la proroga all’anno prossimo e l’attuale vigenza del DPR 194/1996, il modello 21 andrà ancora presentato a gennaio 2022?

– Le maxisanzioni dal 100% al 200% dell’imposta di soggiorno dovuta annualmente restano sospese fino al 2022?

Vista l’incertezza sul reato di peculato (non depenalizzato a distanza di un anno dal Decreto Rilancio), applicato con severe condanne in varie recenti sentenze (compresa quella della Cassazione) per le violazioni nei versamenti d’imposta, sarebbe il caso di una interpretazione autentica sulla questione peculato?

– Non è il caso di pubblicare finalmente il regolamento attuativo dell’imposta di soggiorno, atteso da quasi dieci anni (previsto entro il 6 giugno 2011), che uniformi a livello nazionale i criteri di tariffazione, riscossione e accertamento dell’imposta, oltre che fornire i chiarimenti attesi sul ruolo storico (2011-2020) del titolare della struttura ricettiva incaricata della riscossione e quindi delle sue implicazioni a livello di peculato? E’ stata proprio l’assenza del regolamento attuativo che ha favorito l’attuale “Babele normativa” dei mille regolamenti cittadini eterogenei e, in parte, anche la questione dell’agente contabile, che discende da una “costruzione giurisprudenziale” e non dalla legge.

– Vista la centralità del Turismo nel PNRR, sarà possibile vincolare ad effettivi utilizzi nelle infrastrutture turistiche dei comuni i fondi dell’imposta di soggiorno?
L’imposta incassata dalle amministrazioni cittadine è attualmente destinata per legge (per tutti i comuni, tranne Roma) a “finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali“?
Una destinazione molto ampia e insieme vaga, che favorisce una gestione poco trasparente di importanti risorse finanziarie.

Ringraziamo per la consulenza Sergio Lombardi