Soggiorni post terapia intensiva

Gara di generosità della nostra Associazione.
Questo nuovo gesto di solidarietà vuole essere un segno di ritrovata normalità da vivere a fianco di chi ha gravemente sofferto per l’esperienza della malattia. Il ritorno alla vita da festeggiare con una vacanza in una delle più belle città d’Italia, accolti dall’ospitalità delle nostre strutture.

Il pernottamento gratuito sarà di una sola notte dato a fronte di una prenotazione di un minimo di due notti. Per contattare le strutture che hanno aderito all'iniziativa clicca qui

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Alberghi ed appartamenti, fioccano già le disdette

Estate di incertezze
 

La variante Delta e lo spettro di una quarta ondata Covid si abbattono sulle vacanze e sulle aspettative di ri­presa del mercato del turi­smo. Succede in tutta Italia sebbene l'incertezza del mo­mento finisca per colpire so­prattutto le città d'arte. E Ve­rona ne è una dimostrazione. Gli avvertimenti della Farne­sina hanno avuto come conse­guenza una riduzione delle vacanze con destinazione l'estero, ma pure nel nostro Pae­se le cose non vanno al me­glio: secondo Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, nell'ultima settimana si è re­gistrato un calo del 50 per cento delle richieste di preno­tazione sia per l'estero che per l'Italia. Si aspetta l'ultimo minuto per capirel'andamen­to del contagio e i rischi lega­ti all'approvazione di un de­creto con nuove misure restrittive. E tra coloro che han­no già riservato una camera, c'è chi preferisce fare un pas­so indietro, disdire l'albergo o il B&B perché tanto le pre­notazioni ormai sono ovun­que cancellabili senza perder­ci nemmeno un euro.

Il calo «A giugno abbiamo re­gistrato un calo del 60 per cento delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2019 mentre a luglio, fino a pochi giorni fa, gli arrivi stavano an­dando bene, in linea col perio­do pre Covid: tuttavia da quando la curva del contagio è risalita a causa della varian­te Delta, sono iniziate ad arrivare le prime cancellazioni», spiega Edoardo Nestori, pre­sidente dell'associazione locatori turistici di Verona. Le di­sdette non sono tante quante nei mesi invernali, quando i Dpcm cambiavano le carte in tavola spesso dalla sera alla mattina. «Tuttavia da alcuni giorni non riceviamo più pre­notazioni», prosegue Nestori, «e assistiamo invece a qualche cancellazione, soprattutto da chi viene dall'e­stero: tedeschi, austriaci, francesi e anche da Israele». Di giapponesi, statunitensi e inglesi, bacino importante per il turismo veronese, nem­meno l'ombra. E la dimostra­zione che questa sarà l'estate del «last minute», arriva os­servando la situazione ad og­gi dei prossimi mesi. «Ad ago­sto abbiamo un 30 per cento in meno di prenotazioni ri­spetto al 2019, a settembre c'è invece il vuoto cosmico», ammette Nestori.

Invita a restare con i piedi per terra Giulio Cavara, presi­dente di Federalberghi Verona, aderente a Confcommer­cio. «Lo vediamo che i conta­gi crescono, ma ciò avviene soprattutto tra quanti non so­no vaccinati. La variante, inoltre, contagia soprattutto i giovani, che però anche se si infettano, sono per lo più asintomatici. Quindi non è il caso di fare allarmismi, serve senso della misura», sbotta.

Il trend La speranza è che a lu­glio continui il buon anda­mento che ha fatto registrare fino ad oggi, «migliore del nulla a cui ci eravamo abitua­ti negli ultimi tempi», am­mette Cavara, «ma ben lontano dai numeri preCovid. D'al­tra parte bisogna fare anche i conti con l'offerta della città: tradizionalmente molti turi­sti vengono per la Fondazio­ne Arena, i cui spettacoli oggi possono ospitare al massimo seimila persone a fronte delle oltre ventimila del passato. E, in questo clima di incertez­za, agosto rappresenta al mo­mento un grande punto di do­manda>>, prosegue il presi­dente degli albergatori, te­nendo lontana l'ipotesi che la stretta sui green pass possa coinvolgere anche coloro che vogliono soggiornare in alber­go: «Da noi si applicano pro­tocolli molto restrittivi e non ci sono assembramenti». Di diverso parere Nestori: «Ben­ venga questa ipotesi: piutto­sto di chiudere meglio far en­trare solo chi ha il pass. D'al­tra parte credo sia questo il senso di tutto: chi si è accolla­to il rischio del vaccino, abbia almeno la possibilità di muo­versi liberamente».

Da L'arena del 20/07/2021

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